copertina di No Good Men
28 giugno 2026, 21:45
  • @ Ippodromo Arcoveggio

No Good Men

(Kabul Jan, Germania-Francia-Danimarca-Afghanistan/2026) di Shahrbanoo Sadat (103') | Arena Puccini

No Good Men

(Kabul Jan, Germania-Francia-Danimarca-Afghanistan/2026) di Shahrbanoo Sadat (103')

Naru, l'unica operatrice televisiva donna di Kabul, separata dal marito, lotta per la custodia del figlio in una società patriarcale, convinta che non esistano "uomini buoni". La sua visione cambia quando inizia a collaborare con Qodrat, un collega rispettoso, proprio mentre la situazione politica precipita.

Il film di Shahrbanoo Sadat, terza parte di una presunta serie di cinque pellicole basate sui ricordi dell'attore afghano Anwar Hashimi (qui co-protagonista maschile) e della regista, opta difatti per il registro della commedia per mostrare le difficoltà della protagonista Naru, unica camerawoman in un ambiente lavorativo, quello della televisione afghana, fortemente maschilista.
Naru si trasforma nella tragedia di un paese di nuovo sotto controllo talebano e ne consegue che nell'ultima parte del film i momenti comici si fanno talmente rarefatti da risultati impercettibili, o viceversa stranianti da quanto paiono ora fuori luogo. Se nella prima metà del film anche temi molto sentiti come la violenza domestica in una società fortemente patriarcale e l'influenza di questa sull'evoluzione personale assumevano forme umoristiche, l'ultima sezione di No Good Men recupera di ciò che si è visto prima solo la sottotrama romantica per garantire almeno alla protagonista e al figlio una sorta di lieto fine.
Matteo Zucchi, OndaCinema

Acquista

Versione con doppiaggio italiano