copertina di Il diavolo veste Prada 2
24 giugno 2026, 21:45
  • @ Ippodromo Arcoveggio

Il diavolo veste Prada 2

(The Devil Wears Prada 2, USA/2026) di David Frankel (120') | Arena Puccini

Il diavolo veste Prada 2

(The Devil Wears Prada 2, USA/2026) di David Frankel (120')

Con: Meryl Streep, Stanley Tucci e Anne Hathaway

Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro Emily Charlton, la sua ex assistente diventata dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e mentre Miranda si avvicina alla pensione.

Il diavolo veste Prada 2 è un sequel riuscito. Non solo per una sceneggiatura credibile, ma anche perché ha mantenuto la sua caratteristica primaria: la spietata sincerità. Come molti ricorderanno, infatti, il primo capitolo rappresentava sì una commedia, ma soprattutto una denuncia vera e propria nei confronti della dispotica Anne Wintour, direttrice di Vogue, e di certe dinamiche tossiche del fashion system (l’attenzione al corpo, un certo snobismo: elementi che, vi assicuriamo, nel libro erano ancora più calcati che nel film). Ebbene, a distanza di vent'anni, possiamo dire che il diavolo ha mantenuto la sua vocazione: l'aderenza a una cruda verità dei fatti.Lo ha fatto raccontando la crisi del giornalismo, ormai sostituito e vessato dai social media, senza dunque mentire a se stesso. E così, grazie all’uso di figure come Andy e Miranda, ha reso mainstream un tema finora confinato tra gli addetti ai lavori, ma che in realtà ci riguarda tutti.”
Eva Elisabetta Zuccari, Today

Ogni decennio ha il suo film sul giornalismo; gli anni Venti hanno Il Diavolo veste Prada 2. Se il cult del 2006 fotografava l’apogeo dei media tradizionali (il potere della carta, le gerarchie redazionali, il legame con i brand) dentro una commedia che seguiva le regole del chick flick di quell’epoca (le storie al femminile tra autodeterminazione e romanticismo), questo sequel molto atteso quanto meditato inquadra i problemi del settore con un’onestà che non ci si aspetterebbe da una produzione mainstream. E questa lo è in maniera opulenta. [...]Al di là di semplificazioni sparse e soluzioni qua e là un po’ telefonate, Il Diavolo veste Prada 2 è un intrattenimento leggero ma non frivolo, giustamente patinato evitando la cannibalizzazione del lusso, interpretato con sicurezza e gusto.”
Lorenzo Ciofani, Il Cinematografo           

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