copertina di Igor Grubić: Contesting Public Space
4 luglio 2026, 21:00
  • @ Padiglione Esprit Nouveau

Igor Grubić: Contesting Public Space

CLOSER – Becoming the city 2026

Talk, proiezione a cura di Giulia Terralavoro e Adiacenze

 

Il 4 luglio Adiacenze ospiterà l’artista croato Igor Grubić, in dialogo con Giulia Terralavoro, nel talk “Igor Grubić: Contesting Public Space”. La pratica artistica di Grubić si concentra sull’analisi dello spazio pubblico e delle dinamiche di potere che lo attraversano, dalla relazione con i monumenti e con la memoria collettiva all’analisi delle disparità sociali sistemiche, approfondendo in particolare le storie nascoste delle società che ancora negoziano la loro identità successivamente alla fine dell’ex Jugoslavia e, in particolare, della società croata contemporanea. 

Seguendo il tema dell’edizione 2026 di CLOSER, che si interroga su come una città diventi tale, il talk mira a prendere in esame tutte quelle dinamiche conflittuali che minano questo processo e l’idea stessa di una comunità. A partire dalla pratica di Grubić, ci si propone di dare vita a una conversazione sulle possibilità dell’arte di contestare le storiografie ufficiali, sovvertendo le dinamiche di potere insite nei processi di memorializzazione. In particolare, si intende presentare la pratica artistica come modo non solo per stimolare una riflessione critica nel fruitore, ma come azione diretta sul reale e come pratica di immaginazione collettiva.

        

Al talk farà seguito la proiezione di due opere video dell’artista. La prima è East Side Story (2006-8), nata dalla collaborazione di Grubić con dei performer per trasformare i gesti delle violenze subite dai partecipanti ai Gay Pride di Zagabria (2001) e Belgrado (2002) in veri e propri atti di riappropriazione della sfera pubblica, creando una coreografia che sovverte le dinamiche di potere insite negli spazi che attraversiamo e condividiamo. Monument (2010-2015) presenta una serie di ritratti di monumenti commissionati dall’ex Jugoslavia, poi andati distrutti in quanto simboli dell’ideologia comunista, interrogandosi sul significato della memoria collettiva nello spazio pubblico, fra trauma, conflitto e negoziazione.


04.07.2026 h 21

Ingresso libero

Prenotazione non richiesta