Febbre da cavallo
(Italia/1976) di Steno (94')
Con: Gigi Proietti e Enrico Montesano
Incontro con Enrico Vanzina
Tre amici senza lavoro passano il loro tempo negli ippodromi. Il terzetto cerca continuamente un buon colpo per sistemarsi definitivamente e disperati sperano su una scommessa che li faccia vincere molto denaro. Un giorno Gabriella, la fidanzata di uno di loro, Mandrake, gli chiede di giocarle dei soldi su tre brocchi. Mal consigliato dal suo amico Pomata, Mandrake punta sulla terna dei favoriti. Naturalmente, perde una grossa somma di denaro, mentre Gabriella, che crede di aver vinto, comincia i lavori di ristrutturazione nel suo bar. Al trio non rimane che truccare una corsa, ma Mandrake, che non ha mai vinto niente, quando sente di avere in tasca la vittoria, non si sente di rinunciarci. Il terzetto finirà in tribunale, ma per loro fortuna, a giudicarli ci sarà un assiduo scommettitore.
“Mandrake ha una storia incredibile: nel 1976 uscì Febbre da cavallo di Steno, dove io ero uno squinternato scommettitore che viveva di espedienti, un film che non andò al di là di un discreto consenso di pubblico. Poi, fu venduto a centinaia di televisioni private che cominciarono a trasmetterlo a raffica e così, senza che ce ne accorgessimo, diventò una specie di icona. Scoprimmo, per esempio, che a Roma era nato Il club dei febbristi.”
Gigi Proietti
“Il primo Febbre da cavallo, titolo inventato da mio padre Steno, nasce da un soggetto di Massimo Patrizi e da una prima sceneggiatura di Alfredo Giannetti. Il regista del film doveva essere Nanni Loy. Non ricordo perché Loy passò la mano, fatto sta che il produttore Infascelli, in un secondo momento, decise di affidare il film a mio padre con il quale aveva già realizzato La polizia ringrazia, un grande successo di allora. Steno non conosceva affatto il mondo delle corse dei cavalli e degli scommettitori ippici. Sapendo che io, da ragazzo, avevo frequentato assiduamente gli ippodromi, mi chiese di aiutarlo a riscrivere la sceneggiatura di Giannetti. Avevo, da poco, iniziato la mia carriera di sceneggiatore, con mio fratello Carlo e Alberto Lattuada. Quell’occasione fu per me la definitiva conferma professionale.”
Enrico Vanzina
Il film usufruisce del servizio MovieReading
Precede:
Le signore col cappello (Italia/2026) di Vittorio Martone e Raffaele Manco (17')
Serata promossa da Accendi luce & gas
Film in lingua italiana
Ingresso libero