Con un ultimo week end fitto di appuntamenti tra cui l’arrivo di Città di Circo al parco di Villa Angeletti, il Festival Francescano e il nuovo Planetaria Festival sotto la direzione artistica di Stefano Accorsi, si è chiusa domenica 27 settembre, l’edizione 2026 di Bologna Estate, il cartellone estivo promosso e coordinato dal Comune di Bologna, in collaborazione con la Città metropolitana, che in un costante lavoro di rete con gli operatori culturali del territorio, per cinque mesi, ha portato in scena la cultura sui palcoscenici all’aperto di Bologna e dell'area metropolitana.
Dal 15 maggio al 27 settembre, per un totale di 136 giornate di programmazione, l’ampia offerta ha animato la città e l'area metropolitana, confermando la vocazione diffusa e plurale della manifestazione che ha raggiunto oltre due milioni di presenze, vedendo crescere in particolare l’affluenza fuori dal capoluogo dove il numero dei partecipanti raddoppia rispetto al 2025, con un’espansione a una mappa di luoghi sempre più ricca e capillare, capace di portare la proposta culturale fino alle frazioni più remote. 136 giornate ad altissima densità creativa hanno acceso l’estate attraverso 393 progetti culturali (212 nel cuore di Bologna e 181 nei comuni limitrofi), sfociati in un mosaico di 7.825 appuntamenti tra palcoscenici urbani (5.213) ed esperienze diffuse nell'area metropolitana (2.612): una vera e propria maratona che ha registrato 2.089.568 di presenzecomplessive, di cui 1.512.829 tra le piazze, i cortili e le aree verdi del capoluogo e 576.739 disseminate nei Comuni circostanti. L'articolazione del cartellone si è basata sulla collaborazione con 301 operatori capofila di progetto, tra cui teatri, club, compagnie di arti performative, imprese, enti e istituzioni, fondazioni pubbliche e private, associazioni e case di quartiere che hanno visto il coinvolgimento di 13.620 artisti e protagonisti della cultura, 4.839 tecnici e 4.860 volontari, come risulta dai dati forniti dagli operatori.
Dichiara l’Assessore alla Cultura Daniele Del Pozzo:
Il cuore di Bologna Estate è la sua capacità di stare vicina alle persone. Grazie a eventi diffusi in ogni quartiere e in gran parte gratuiti, la cultura diventa davvero accessibile a tutti. Il grande successo di pubblico e la varietà della proposta dimostrano che la cultura è un servizio pubblico fondamentale, vivo in ogni angolo della città e dell'area metropolitana.
Scegliere un'offerta a dimensione umana, con appuntamenti anche piccoli e medi, ci ha aiutato a ricostruire legami sociali e a trasformare le piazze e le strade di tutti i giorni in spazi di incontro e condivisione. Nel costruire il cartellone, il Comune ha scelto di non calare grandi eventi dall'alto, ma si è messo in ascolto di ciò che veniva proposto dal territorio. Questo approccio ha generato una virtuosa economia di scala: le risorse investite dall'amministrazione sono state moltiplicate dall'energia, dalle competenze e dal lavoro dei tantissimi operatori culturali e artisti della città, così come dai soggetti pubblici e privati che hanno sostenuto i singoli progetti, accogliendo bisogni e proposte nati spontaneamente nei quartieri.
Bologna Estate è un modello di partecipazione attiva: fare cultura qui significa dare vita a un percorso sociale e collettivo, che va oltre il semplice intrattenimento. Un sentito ringraziamento va ai lavoratori dello spettacolo, alle associazioni e a tutta la cittadinanza. Insieme abbiamo riscoperto la felicità di stare insieme e il piacere di vivere la città all'aperto, lasciandoci sorprendere dalla bellezza dell'arte e della cultura proprio sotto casa. È così che impariamo, ogni giorno, a guardare Bologna con occhi nuovi.
I numeri e la risposta del pubblico per l’edizione 2026 confermano che Bologna Estate è sempre più la rassegna di tutto il territorio metropolitano. Questo straordinario risultato è frutto della capacità di rendere capillare la cultura, raggiungendo luoghi inediti e piccole frazioni e della scelta coraggiosa di alcune rassegne, che hanno allargato i propri orizzonti verso l'area metropolitana, dimostrando che la cultura è un bene comune che unisce centro e periferia.
Questo il commento di Debora Badiali, sindaca di Budrio a supporto del Sindaco metropolitano per i Distretti culturali.
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foto Claudia Nanni - Comune di Bologna
foto di Malì Erotico
foto di Giorgio Bianchi - Comune di Bologna
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