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@ Allevamento Alpaca Giofri
Via Montanara Levante 30, Fontanelice -
@ chiesa di San Giacomo del Carmine, Imola
Via Emilia, 32, 40026 Imola BO -
@ Centro visite Oasi del Quadrone, Medicina
via Portonovo 890, Medicina -
@ Centro Sociale di San Prospero, Imola
Via S. Prospero, 59, 40026 San Prospero BO - @ Sassoleone (Casalfiumanese)
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@ Chiesa di San Lorenzo di Varignana, Castel San Pietro
Piazza San Lorenzo, 1 Castel San Pietro Terme (BO)
- @ luoghi vari
percorsi fra arte, musica e natura: dal 7 giugno al 4 ottobre
- incontri
- itinerari
- musica
- spettacoli
La settima edizione del Festival In Mezzo Scorre il Fiume prosegue la sua opera di valorizzazione territoriale, intrecciando la bellezza del paesaggio a un programma interdisciplinare di alto profilo. Il 2026 si delinea come un anno di profonde risonanze storiche, in cui il cammino artistico si fonde con le celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica e del voto femminile e l’800° anniversario della morte di San Francesco.
Il cuore del programma risiede nel dialogo costante tra espressione creativa, natura e benessere.
L'orizzonte di Castel Bolognese si fa tela per la Land Art di Luigi Berardi e il violoncello di Enrico Guerzoni, mentre le sponde del Santerno diventano la scenografia naturale di un risveglio dei sensi che unisce le sonorità dell'arpa alla pratica del Qi Gong. Questa ricerca di armonia prosegue in contesti inusuali, come in un allevamento di alpaca dove lo yoga incontra la purezza delle
campane tibetane.
Il Festival esplora la memoria locale riportando alla luce luoghi dimenticati e storie sommerse. A Castel del Rio, la storia si fa teatro attraverso un’escursione narrativa in cui la guida incarna Lucrezia Geminiani, una donna rinascimentale, restituendo voce a chi fu condannata per stregoneria proprio in quei luoghi.
Il valore sociale della rassegna trova la sua massima espressione nell’evento presso l’Ospedale di Imola: un intreccio profondo tra medicina, spiritualità francescana e riflessione sulla sofferenza, accompagnato dalle grandi colonne sonore eseguite dall'orchestra sociale degli Archi Ravegnani assieme alla voce di Luisa Cottifogli.
È in questa sintesi tra cura, arte e storia che il Festival conferma la sua missione originale: trasformare siti storici e paesaggistici in un palcoscenico diffuso, capace di generare comunità e nuova consapevolezza.