The arrow of time - omaggio ad Angela Ricci Lucchi

Dialogo con Rinaldo Censi
, Eva Fabbris, Giovanna Silva
Chiostro di Santa Cristina - Biblioteca Italiana delle Donne

I fotogrammi dissepolti e i taccuini di Gianikian- Ricci Lucchi, cineasti sperimentali.
Un modo per ricordare, a pochi mesi dalla scomparsa, una protagonista fuori dall’ordinario del cinema e delle arti visive. Grande talento sperimentale, Angela Ricci Lucchi ha realizzato in coppia con Yervant Gianikian una serie di opere cinematografiche originalissime, lacerti di archivio, resti e rovine di un tempo remoto. Rinaldo Censi ne parlerà con Eva Fabbris, curatrice del libro sui taccuini russi, finora inediti, dei due film-maker dal titolo The Arrow of Time – Notes from a Russian Journey 1989 – 1990, e con Giovanna Silva, direttore editoriale di Humbodt Books, che ha editato il volume. Il libro contiene la versione fac-simile di diari di Angela, durante il viaggio in Russia. Ci sono le sue annotazioni, i suoi disegni, gli acquerelli, l’effervescenza dei colori, minuscole caricature, asterischi, nomi puntati: una meraviglia dentro cui perdersi.

Abbiamo cominciato entrambi come operatori visivi. Io ho studiato con Kokoschka a Salisburgo e nel 1972 ho fatto una mostra a Ferrara, presentata da Renato Barilli. Ero già molto interessata all’uso dei media e ho iniziato una specie di “inchiesta” che consisteva nel porre a tutti una serie di domande essenziali: che cos’è la rosa per te? L’ho chiesto tra gli altri a Zavattini, che mi mandò una bellissima lettera. E l’ho chiesto anche a Yervant che avevo appena conosciuto. Lui aveva già fatto degli 8 mm. Insieme abbiamo girato, a quattro mani, un film sui “pilastrini”, cioè sui piccoli altari dedicati alla Madonna disseminati nella campagna romagnola. E da lì tutto è cominciato.
Angela Ricci Lucchi


Rinaldo Censi
Si occupa di cinema. Collabora a “Alfabeta2”, a “Il Manifesto”, ad alcune riviste di cinema (Cineforum, Filmcritica, Fata Morgana), sempre più sporadicamente. Ha partecipato a numerosi volumi collettivi e ha scritto un libro: Formule di pathos. Genealogia della diva nel cinema muto italiano (Cattedrale, 2008). Ha curato per la Cineteca di Bologna l’edizione dvd delle Histoire(s) du cinéma di Jean-Luc Godard. Programma rassegne cinematografiche (con spirito warburghiano), quando glielo permettono: per esempio sul found footage o sui rapporti tra Giorgio Morandi e il cinema.

Eva Fabbris
Curatrice e storica dell’arte. Nel febbraio 2016 è entrata a far parte del Dipartimento di Ricerca della Fondazione Prada di Milano. Nel 2015 ha co-curato con Cristiano Raimondi al Nouveau Musée National de Monaco una retrospettiva di Fausto Melotti e due progetti di Alessandro Pessoli e di Paul Sietsema. Ha un Dottorato in Studi Umanistici.

Giovanna Silva
Vive e lavora a Milano. Dal 2005 al 2007 ha collaborato con la rivista «Domus» mentre dal settembre 2007 al settembre 2011 è stata photoeditor della rivista «Abitare». Ha fotografato Renzo Piano e Zaha Hadid per «Abitare». Ha pubblicato Desertions, (A+M bookstore, 2009); Orantes (Quodlibet); Narratives/Relazioni: Baghdad, Green Zone, Red Zone, Babylon (2012); Syria: a Travel Guide to Disappereance (2015); Afghanistan 0Rh- (2017); Mousse Publishing e Good Boy (2016) e Walk Like an Egyptian (2017, Motto Publishing). Ha partecipato alla 14. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia con il progetto Nightswimming, Discotheques in Italy from the 1960s until now. Insegna documentazione fotografica alla Naba di Milano e al master di fotografia dello Iuav di Venezia. Ha fondato la rivista San Rocco e la casa editrice Humboldt Books.




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