Don Carlo

di Giuseppe Verdi | Stagione opera e balletto 2018
Teatro Comunale

Sono le grandi voci di Roberto Aronica (Don Carlo), Maria José Siri (Elisabetta di Valois), Luca Salsi (Rodrigo), Veronica Simeoni (La Principessa Eboli) e Dmitry Beloselskiy (Filippo II), le protagoniste della nuova produzione del Don Carlo di Giuseppe Verdi.

L’affresco storico, umano e politico, su libretto di Joseph Méry e Camille Du Locle tratto dal poema drammatico Don Carlos, Infant von Spanien di Friedrich Schiller, viene proposto nel nuovo allestimento di Henning Brockhaus e nell'edizione in quattro atti tradotta in italiano da Achille De Lauzières e Angelo Zanardini – radicalmente rivista da Verdi – rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel gennaio del 1884. Sul podio dell'Orchestra del Comunale il Direttore musicale Michele Mariotti, impegnato in un secondo debutto nella stagione in corso dopo La bohème inaugurale. Le scene sono di Nicola Rubertelli, i costumi di Giancarlo Colis, le luci di Henning Brockhaus con la collaborazione di Daniele Naldi e le coreografie di Valentina Escobar; il Coro del Teatro è preparato da Andrea Faidutti. Completano il cast Luiz-Ottavio Faria (Grande Inquisitore), Nina Solodovnikova (Tebaldo), Luca Tittoto (Frate), Massimiliano Brusco (Conte di Lerma), Rosolino Claudio Cardile (Araldo Reale), Erika Tanaka (Voce dal cielo) e  Federico Benetti, Alex Martini, Luca Gallo, Paolo Marchini, Abraham García González,  Carlo Malinverno (Deputati fiamminghi). 

La Prima rappresentazione di mercoledì 6 giugno sarà trasmessa in diretta su Radio3 Rai a partire dalle ore 20.00. 

Composta originariamente per l'Opera di Parigi nel 1867 con il titolo Don Carlos, in cinque atti e su testo francese, l'opera giunse in questa forma per la prima volta in Italia proprio al Comunale di Bologna, che la mise in scena nell'ottobre dello stesso anno nella traduzione italiana. Don Carlo ebbe una gestazione complessa, laboriosa e travagliata, che vide Verdi impegnato in numerose revisioni. Tra la prima versione in francese in cinque atti del 1867 e la seconda in italiano in quattro atti del 1884 le differenze sono sostanziali e toccano momenti cruciali dell'opera: Verdi eliminò il primo atto, due duetti del secondo atto, l'inizio dell'atto terzo e il balletto, alcuni momenti del quarto atto, tra cui il finale, e la conclusione del quinto atto. Inserì, al loro posto, sette brani inediti. La vicenda è ambientata nella seconda metà del Cinquecento, negli anni intorno al trattato di Cateau-Cambrésis (1559) col quale era stata dichiarata la pace tra Spagna e Francia. Su questa base storica s’intrecciano i conflitti pubblici e privati dell'opera, che presenta una trama elaborata e personaggi sui quali viene fatto un profondo scavo psicologico, mettendone in luce le difficoltà nel distinguere il bene e il male, il peso del potere, i contrasti d’amore e il mondo familiare, temi sempre cari a Verdi. 

Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Alfasigma. 

Michele Mariotti – direttore
Henning Brockhaus – regia




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