25 luglio 2018, 21:45
  • @ Piazza Maggiore

Blow-up

(GB-Italia/1966) di Michelangelo Antonioni (112')

Il film sarà preceduto da LA MIA BATTAGLIA (Italia/2016) di Franco Maresco (30').
Introducono Letizia Battaglia e Franco Maresco
Regia: Franco Maresco, con la collaborazione di Claudia Uzzo. Fotografia: Alessandro Abate. Montaggio: Francesco Guttuso. Aiuto regia: Giuliano La Franca. Suono: Pietro Zarcone – LabMusic. Produzione: Lumpen, con il contributo di Comune di Palermo.
Palermo, la fotografia, ma anche la malattia mentale, la vita e la morte, l’amore e la vecchiaia. Di questo e altro parla la grande fotografa Letizia Battaglia a Franco Maresco nel corso di un ‘incontro ravvicinato’ che entrambi hanno aspettato più di vent’anni perché diventasse realtà. Il risultato è il racconto intenso e inedito di una città che Letizia ha fatto conoscere nel mondo per la sua violenza ma anche per la grazia e l’innocenza di volti e sguardi ormai scomparsi. Realizzato in occasione della mostra Letizia Battaglia. Per pura passione (MAXXI, Roma, 24 novembre 2016-17 aprile 2017).


a seguire
BLOW-UP
Soggetto: dal racconto La bava del diavolo di Julio Cortázar. Sceneggiatura: Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra. Fotografia: Carlo Di Palma. Montaggio: Frank Clarke. Scenografia: Assheton Gorton. Musica: Herbie Hancock. Interpreti: David Hemmings (Thomas), Vanessa Redgrave (Jane), Sarah Miles (Patricia), Verushka (se stessa), Peter Bowles (Ron), Ronan O’Casey (l’amante della donna), John Castle (Bill), Jane Birkin, Gillian Hills (aspiranti modelle). Produzione: Carlo Ponti per Metro Goldwyn Mayer.
Versione originale con sottotitoli italiani
Restaurato da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, in collaborazione con Warner Bros. e Park Circus presso i laboratori Criterion e L’Immagine Ritrovata, con la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi


La realtà l’ho conosciuta fotografandola, quando ho cominciato a riprenderla con la macchina da presa, come in Blow-up, che proprio in questo senso credo sia il mio film più autobiografico. È stato proprio fotografando, ingrandendo la superficie delle cose che stavano intorno a me, che ho cercato di scoprire quello che c’era dietro, al di là di essa.
Non ho fatto altro nella mia carriera.
Mentre nei miei film ho cercato di esplorare il rapporto tra una persona e un’altra, il loro rapporto d’amore, la fragilità dei loro sentimenti, in questo, invece, è il rapporto tra il protagonista e ciò che si trova di fronte, il suo rapporto con il mondo. Ho voluto mettere in discussione ‘il reale presente’, ricreare la realtà in una forma astratta: vedere o non vedere il giusto valore delle cose. Blow-up è la storia della giornata di un fotografo e l’esperienza che fa durante questa giornata. Fotografa due persone al parco e attraverso le fotografie scopre ciò che non aveva visto. Un elemento di realtà che sembra reale, e lo è, ma la realtà ha in sé un carattere di libertà che è difficile spiegare. Alla fine il fotografo ha imparato moltissime cose tra cui giocare con una palla immaginaria, il che è un bel risultato… (Michelangelo Antonioni)